L’influenza della retroversione del bacino sul rischio di prolasso rettale

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L’influenza della retroversione del bacino sul rischio di prolasso rettale

A cura di:
Diego Sgamma docente RPG-Souchard accreditato da UIPTM
Carla Cantiani Fisioterapista Specializzata RPG-Souchard Milano

Nei giorni scorsi è stato pubblicato uno studio per stabilire se la retroversione del bacino potesse essere un dimorfismo favorente il prolasso rettale

Il titolo dello studio è:
Posterior pelvic tilt is a risk factor for rectal prolapse: a propensity score matching analysis pubblicato il 13 marzo 2020 sulla rivista Techniques in Coloproctology autori C. Cantiani, D. Sgamma, E. Grossi, D. Saccá, O. R. Meli, Q. Lai & F. Gaj  DOI 10.1007/s10151-020-02179-9

Il background di questo studio risiede in alcune considerazioni riguardanti il prolasso rettale:
* il grave impatto che ha sulla qualità della vita [1] oltre che sulle capacità lavorative e sullo sviluppo di comorbidità.
* Il fatto che sia una patologia comune e che colpisca i pazienti di tutte le età
* Che Circa il 50% dei soggetti sviluppi anche una incontinenza fecale.
* Il 38% sviluppa un prolasso di altri organi pelvici.
* In ultima analisi l’esistenza di pochi dati sui possibili effetti della postura del bacino e le relative complicazioni proctologiche

Siamo partiti da quest’ultimo punto e da uno dei concetti fondamentali della RPG:
il dismorfismo come elemento predittivo della disfunzionale muscolo scheletrica e lo scopo del nostro studio è stato identificare se anche in proctologia possa esistere una correlazione tra Il tilt pelvico e il prolasso rettale.

L’indice che classicamente viene considerato come indicatore della anti/retroversione pelvica (pelvic tilt) è l’angolo compreso tra linea orizzontale di riferimento e la linea che congiunge il punto medio della SIPS e della SIAS [2]

Il tilt pelvico è stato misurato con un goniometro pelvico e classificato come:
* retroversione (<10°)
* neutro (10° -15°)
+ antiversione (> 15°).

I pazienti per lo studio sono stati reclutati sia con diagnosi di patologia proctologica sia senza anamnesi specifica di disturbi proctologici e divisi in due gruppi in base alla presenza o assenza di prolasso rettale

Tra i pazienti sottoposti a screening la retroversione di bacino è stata rilevata più frequentemente nei pazienti con prolasso rettale rispetto a quelli senza prolasso.

Da questo risultato è ipotizzabile che un’alterata postura del bacino, dovuta all’aumentata stifness dei muscoli ischio-crurali e dei muscoli pelvitrocanterici, possa indirizzare le pressioni intraviscerali sul comparto posteriore tanto da provocare un prolasso rettale.

A questo punto 4 sono le considerazioni:

1_ La rieducazione del pavimento pelvico è considerata la terapia d’elezione nei casi di prolasso rettale lieve e della sindrome da ostruita defecazione [3]

2_ Sappiamo che la Rieducazione Posturale Globale di Ph. E. Souchard (PRG) [4] è di fondamentale importanza nella rieducazione dell’incontinenza urinaria da sforzo, intervenendo proprio sulla modificazione della postura lombo-pelvica. [5]

3_ La RPG diviene un’importante approccio terapeutico per diminuire il rischio di prolasso rettale con la correzione della retroversione del bacino, in quanto negli approcci con allungamento muscolare sono stati verificati effetti benefici nel miglioramento in termini di rotazione pelvica totale, flessibilità e angolo dei movimenti pelvici [6;7].

4_ La possibilità di riduzione di alcune complicanze post-operatorie come ad esempio le recidive post intervento chirurgico ventrale di rettopessi in pazienti con asse rettale verticale [8].

In sostanza la RPG con la sua visione riabilitativa globale che parte da una valutazione posturale per ottenere le correzioni morfologiche correlate alla patologia, può diventare l’approccio fisioterapico di elezione in termini di prevenzione del prolasso rettale ed anche per una gestione più precisa, dei pazienti operati, volta ad evitare le recidive di prolasso post-chirurgico

  1. Bordeianou L, Rockwood T, Baxter N, Lowry A, Mellgren A, Parker S (2008) Does incontinence severity correlate with quality of life? Prospective analysis of 502 consecutive patients. Colorectal Dis 10(3):273–279
  2. Pamela K. Levangie, Cynthia C. Norkin: Joint Structure And Function A Comprehensive Analysis sixth edition ISBN10 0803658788 ISBN13 9780803658783
  3. Adusumilli S, Gosselink MP, Fourie S et al (2013) Does the presence of a high grade internal rectal prolapse affect the outcome of pelvic floor retraining in patients with faecal incontinence or obstructed defaecation? Colorectal Dis 15(11):e680–e685
  4. P.-E. Souchard, O. Meli, D. Sgamma, P. Pillastrini Rieducazione posturale globale EMC – Medicina RiabilitativaVolume 16, Issue 3, 2009, Pages 1-10
  5. Fozzatti C, Herrmann V, Palma T, Riccetto CL, Palma PC (2010) Global postural re-education: an alternative approach for stress urinary incontinence? Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol 152(2):218–224
  6. Hasebe K, Okubo Y, Kaneoka K, Takada K, Suzuki D, Sairyo K (2016) The effect of dynamic stretching on hamstrings flexibility with respect to the spino-pelvic rhythm. J Med Invest 63(1–2):85–90
  7. Moon SH, Boo JA, Park SE (2016) Effects of ankle plantar flexors stretching with closed kinetic chain on pelvic movements and gait speed in hemiplegia patients: a case study. J Phys Ther Sci 28(1):309–313
  8. Ris F, Gorissen KJ, Ragg J, Gosselink MP, Buchs NC, Hompes R, Cunningham C, Jones O, Slater A, Lindsey I (2017) Rectal axis and enterocele on proctogram may predict laparoscopic ventral mesh rectopexy outcomes for rectal intussusception. Tech Coloproctol 21(8):627–632
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