Lo Stretching Globale Attivo trae i suoi principi dalla
Rieducazione Posturale Globale metodo del “Campo Chiuso”, creata da
Philippe E. Souchard. Lui stesso ha codificato 9 “autoposture”, come
vengono in gergo definite, di allungamento muscolare da mettere a
disposizione del mondo dello sport.
A differenza della
R.P.G., usata a scopo terapeutico, lo S.G.A. va applicato sugli atleti
nel corso della preparazione atletica, in sostituzione dello stretching
classico, al fine di migliorare la performance. L’obiettivo dello
S.G.A. vuole essere quello di realizzare una modificazione dell’assetto
posturale attraverso una correzione bio-meccanica dei segmenti,
attraverso una rimodulazione della distribuzione del tono, ma
soprattutto attraverso un “rinnovamento” della registrazione dei
comportamenti posturali, passando da un livello corticale ad uno
sotto-corticale.
Tra le strutture coinvolte nel
controllo della postura, un ruolo determinante è svolto dall’apparato
muscolare, su cui deve essere operata una diferrenziazione sia sotto
l’aspetto anatomico che funzionale. Partendo da questa distinzione si
evidenziano due tipi fondamentali di fibre muscolari: fibre ricche di
enzimi ossidativi caratterizzate da una ricca vascolarizzazione di
piccolo diametro, con un metabolismo aerobico ma ad alto rendimento
energetico o a scossa lenta, e fibre ricche di enzimi fosforilativi
caratterizzate da una scarsa vascolarizzazione con un metabolismo
anaerobico (utilizzano infatti le riserve di glicogeno) o a scossa
rapida .Se ne può ragionevolmente dedurre che il muscolo lento è ben
predisposto a funzioni per il mantenimento della postura, che
richiedono perciò l’esplicarsi di forza per un lungo tempo.
Lo
strumento che abbiamo a disposizione per tentare di indurre delle
modificazioni sul sistema posturale è quello di agire dall’esterno con
l’ esercizio sulle componenti neuro-sensoriali, mio-articolari,
connettivali, etc. responsabili del controllo della postura ed in
particolare su quei muscoli che hanno una responsabilità specifica nel
mantenimento dell’equilibrio posturale .
Tutti i
muscoli antigravitari (statici o posturali) sono inevitabilmente
sottoposti ad una attività contrattile continua e prolungata, questa
iperattività esita ineluttabilmente verso una ipertonia ed una
retrazione con conseguente riduzione della loro elasticità, una delle
componenti più importanti del muscolo. Entra in gioco in questo momento
la differenziazione sulla condotta preventiva da seguire durante la
preparazione atletica, privilegiando per essi il lavoro in
allungamento, eliminando i compensi che sono conseguenza biomeccanica
di ogni tentativo di correzione posturale. Si interviene in questo modo
su due componenti responsabili delle modificazioni della postura :
l’ipertono e la componente retrattile .
Al fine di
influenzare l’ ipertono si sfrutta il riflesso miotatico inverso che
prende origine da impulsi che si generano dai recettori propiocettivi
(organi tendinei di Golgi). Grazie alla trazione meccanica esercitata
durante l’ allungamento si ottiene inoltre un effetto sulla componente
retrattile muscolo-tendinea . L’ allungamento muscolare induce profonde
modificazioni biomolecolari che interessano la struttura
mio-connettivale, infatti a livello della giunzione miotendinea è
possibile descrivere un fenomeno di miofibrillogenesi che si realizza a
livello di formazioni miotubiche; in particolare si realizza un
incremento dei filamenti sottili sarcomerici dell’ actinina. In più a
livello della placca motrice si possono descrivere effetti trofici che
interessano sia la regione pre che quella postsinaptica dove è
possibile dimostrare un incremento dei recettori per l’ acetilcolina.
A
differenzia dalle comuni tecniche di stretching, nello S.G.A.,
riprendendo i concetti sulle catene muscolari che sono propri di
Souchard, vengono interessati tutti i segmenti del corpo nello stesso
momento attraverso la realizzazione di particolari “posture” che
evolvono in maniera dolce e progressiva, con l’interessamento pure
della respirazione, verso una posizione finale di massimo allungamento.
Un’altra
caratteristica necessaria è costituita dalla partecipazione “attiva”
dei distretti muscolari interessati dallo stiramento, attraverso la
contrazione isotonica eccentrica. Ogni postura ha la specificità di
allungare una o più catene muscolari in modo simmetrico, allontanando
fra loro i due capi della stessa catena; questo allo scopo di evitare i
compensi che renderebbero inefficaci e/o dannose le sollecitazioni in
allungamento.
La validità dello S.G.A. è dimostrata
oltre che dai risultati ottenuti con la R.P.G., soprattutto dalle
esperienze realizzate da Souchard con gruppi di atleti trattati;
sembra, infatti che dopo un periodo di pratica con lo S.G.A. siano
stati registrati sensibili miglioramenti delle loro prestazioni
atletiche, come verificato pure dalle equipes di alcune federazioni
europee ed extraeuropee (federazione francese di boxe, federazione
brasiliana di pallavolo,...).
In definitiva lo
S.G.A. può essere considerato uno strumento di revisione e di
riequilibrio delle tensioni muscolari e dei compensi prodotti dall’
allenamento e dalla pratica sportiva, nonchè un ottimo strumento per
dare forza attiva ai gruppi muscolari specifici del gesto sportivo.
Tutto
ciò si tramuta in una efficace azione di prevenzione nei confronti
delle patologie da sovraccarico, ma anche, visto che agisce sulla
eliminazione dei compensi e quindi verso l’economicità del sistema, in
un aumento della performance sportiva.